Tramite un gesto provocatorio e sopra le righe, Renzi ha dimostrato il suo schieramento in opposizione al regime iraniano.
Dopo il caso del “suo” Air Force ceduto a 1 euro, Renzi è recentemente tornato a fare parlare di sé. Col fine di manifestare la sua solidarietà e vicinanza al popolo iraniano, vittima di pesanti soprusi da parte del regime, il leader di Italia Viva si è reso protagonista di un gesto simbolico e provocatorio.
La mossa in questione, come riporta Open, è a sua volta divenuto virale proprio in Iran. Divenendo così un simbolo di protesta e di ribellione. In seguito a quanto accaduto, la reazione dei diretti interessati non si è fatta attendere.

Il gesto del leader di Italia Viva
Il leader di Italia Viva, prendendo ispirazione da quanto fatto qualche settimana fa da una donna iraniana, si è acceso una sigaretta vicino ad una foto di Ali Khamenei data alle fiamme. E lo ha fatto a Roma, proprio davanti agli uffici dell’ambasciata dell’Iran. Qui il video del gesto simbolico.
L'immagine della ragazza iraniana che fuma una sigaretta accesa con una foto in fiamme dell'Ayatollah Khamenei ha fatto il giro del mondo. Oggi l’attenzione sull’Iran è scesa ma in queste ore migliaia di ragazzi vengono impiccati nel silenzio del mondo. Abbiamo voluto replicare… pic.twitter.com/JvjuwDb7PF
— Matteo Renzi (@matteorenzi) January 20, 2026
A proposito di questa iniziativa, Renzi ha poi dichiarato: “Sono qui con alcuni amici di Italia Viva al fianco di un popolo che lotta per la propria libertà. Ci sono ragazzi di vent’anni impiccati, ragazze violentate solo perché sono scese in strada a Teheran e che come unica “colpa” hanno quella di volere libertà“.
E ancora: “Siamo qui perché non lo fa nessun altro“. Quest’ultimo estratto di dichiarazione è stato rilasciato in quanto, a suo dire, pochi altri si sono presi la “briga” di organizzare un’iniziativa di questo tipo.
Il presidio all’ambasciata dell’Iran
Durante questo presidio organizzato davanti all’ambasciata dell’Iran, non sono mancati alcuni momenti di tensione. Soprattutto al fronte dell’intervento di due ragazzi di nazionalità iraniana, preoccupati per via di un possibile ritorno dello Scià alla guida politica del Paese.
Renzi ha tuttavia placato prontamente gli animi: “Ragazzi, non iniziamo a litigare o è la fine…“.